I cani corso che spaventano i ladri

La storia di Franco, operatore di sicurezza che lavora con i propri cani

I cani corso che spaventano i ladri cover
Foto di repertorio

Lavorare con gli animali: fianco a fianco con il proprio cane, anzi, i propri cani. Sei per la precisione. Per molti è un sogno, per Franco è la quotidianità. Questo operatore di sicurezza cinofilo di Pavia, ogni giorno presidia aree pubbliche o private per disincentivare furti e inopportune intrusioni. Accanto a lui, instancabili, ci sono i suoi amatissimi Fido che come angeli custodi scodinzolanti non si separano mai da Franco e vivono quello che per quest’ultimo è un mestiere come un gioco. Parliamo di Athena, Minerva, Alcander, Zeus, Probus e Acteon, splendidi esemplari di cane corso. Un’allegra combriccola dalla mole imponente capace di disincentivare semplicemente con la loro presenza visite di ladri o reazioni violente. “In sostanza – spiega il proprietario, Franco Fruciano – bisogna mantenere sicuri gli edifici o aree particolarmente soggette a furti. In alcuni casi, come ad esempio sui treni, la deterrenza può servire anche per scoraggiare reazioni inappropriate di persone che infrangono le regole del luogo”.

La semplice presenza di questi possenti Fido, dunque, permette di ottenere buoni risultati evitando aggressività inutili. “Un giorno fuori servizio – esemplifica – io ed Acteon rientravamo dagli uffici di Milano e passando dalla metropolitana abbiamo notato due colleghi della sicurezza alle prese con altrettanti personaggi che discutevano animatamente con loro. Quest’ultimi, avevano in mano delle bottiglie di birra e a terra ve ne erano delle altre sparse. Ci siamo avvicinati discretamente per capire cosa stesse succedendo, posizionandoci alle spalle dei due “amanti di Bacco”. La discussione si animava sempre più, gli addetti alla sicurezza chiedevano cortesemente ai due di essere accompagnati fuori dalla stazione metropolitana sia per le loro condizioni alticce che per via delle numerose bottiglie di vetro il cui utilizzo nei luoghi pubblici è vietato. Ovviamente si discuteva perché i due non volevano saperne di uscire e stavano anche iniziando ad agitare le bottiglie, nonostante avessero davanti a loro due operatori armati. A quel punto, ho sussurrato ad Acteon: “Guardia….Acteon, in guardia….Acteon in guardia…” e lui subito, capendo che forse si faceva dello straordinario, si è impettito e messo in posa di punta verso il trambusto. A quel punto, a voce alta e determinata, mi sono presentato esibendo il distintivo e chiedendo di posare le bottiglie. Quando i due si sono girati si son trovati faccia a faccia con Acteon che li fissava e ringhiava e pochi centimetri dalle loro gambe. Il loro atteggiamento è subito cambiato: bottiglie posate a terra, mani alzate e disponibilità a farsi accompagnare fuori. Anche quella volta ad Acteon è bastato mostrare i denti per far capire che era opportuno evitare qualsiasi reazione inutile”.

La massima felicità Franco la raggiunge quando può portare con sé tutta la sua famiglia a quattro zampe che è composta, spiega, “dai tre gemelli più anziani: Zeus, che ha fatto un corso di addestramento di difesa e presidio della proprietà, fiuta, stana, insegue e blocca chiunque. È un vero “Figo” tant’è che ha pure fatto la comparsa in un film. Athena, che purtroppo ci ha lasciato il 20 marzo del 2016, furba e tenace, non aveva paura di niente e nessuno e Minerva che sembra faccia yoga talmente si mantiene giovane e in forma, schizzinosa da meritarsi il soprannome di “Principessa”. Poi ci sono i tre “giovani” – che hanno compiuto 5 anni- ma che per me restano sempre cuccioli: Alcander, giocherellone instancabile, Acteon “l’Imperatore delle mosche” (che solo su quelle può vantare comando) arrogante e presuntuoso, Probus, “il Ciula” il cane più buono e peluches del mondo. Per me è lavoro, ma per loro è un divertentissimo gioco che aggiunge felicità al fatto che possono stare tutto il giorno e la notte con “papà”. In cambio mi offrono più sicurezza e tranquillità sul posto di lavoro. Sentono prima e meglio eventuali rumori e, sicuramente scoraggiano malintenzionati a far qualunque cosa. Che poi, se sapessero quanto son patatoni”.

cane corso; Athena cane Franco;

Non bisogna lasciarsi ingannare dalla loro mole né tantomeno dalla loro “mansione”: giocano, abbaiano, si fanno dispetti e fanno arrabbiare Franco come qualunque altro cane. “Ad un cenone di capodanno in casa – racconta quest’ultimo – in pausa tra una pietanza e l’altra, siamo usciti in cortile per accendere qualche girandola pirotecnica. Tutti fuori, amici e animali (abbiamo anche due gatti). Tutti tranne una, lei, la più simpatica, la più coccolona, la più affettuosa, ma anche la più furba: mamma Athena. Rientriamo e stranamente tutti ci ricordavamo che nei piatti avevamo lasciato molto di più di quello che abbiamo trovato. E lei? Seduta sul divano a guardarsi in giro come se nulla fosse successo. È per questo che li amo: sono rimasti cani. Dei bellissimi e dolcissimi cani”.

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