Acquisto di cuccioli, perché scegliere un allevatore serio fa la differenza

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Foto di repertorio

Stipati dentro ad affollati furgoni, spesso senza acqua, nascosti dentro ad asfissianti bagagliai o occultati dentro ad anonimi borsoni. Viaggiano in queste condizioni – spesso per 12 ore ininterrotte – i cuccioli importati illegalmente nella nostra Penisola principalmente da Paesi dell’Est quali Ungheria, Slovacchia, Romania, Repubblica Ceca. È in queste nazioni che hanno le basi vere e proprie “fabbriche” di quattro zampe di razza che, come fossero merci griffate, vengono prodotti in serie da madri sfruttate e magari fatte accoppiare con la loro stessa progenie. Strutture che ospitano nella più rosea delle ipotesi, decine quando non centinaia di fattrici stremate da continue gravidanze, rinchiuse in box angusti con cibo di scarsa qualità appena sufficiente per sopravvivere. I piccoli, staccati prematuramente dalla mamma, attorno al mese di vita, in moltissimi casi avranno un destino segnato: la metà di loro, sia per le atroci condizioni di trasporto che per il precario stato di salute, morirà durante il viaggio o nei mesi a seguire.

Migliaia di piccoli a quattro zampe, dunque, non raggiungeranno mai l’età adulta oppure dovranno fare i conti per tutta la vita con malattie genetiche. Piccole, innocenti vittime che portano nelle tasche di commercianti senza scrupoli ingenti guadagni. Un giro d’affari che, secondo la Lav (Lega anti vivisezione), sarebbe pari a 290 milioni di euro l’anno sottratti – di fatto – all’economia del nostro Paese.

La buona notizia è che i cittadini possono fare la differenza acquistando solo ed esclusivamente da allevatori di comprovata serietà. Se si è deciso di acquistare un cane, dunque, l’imperativo è rivolgersi ad una persona seria e competente e dunque non nutrire – seppur inconsapevolmente- questo giro di persone dedite al malaffare.

Come distinguere gli allevatori seri da chi, invece, è un mero commerciante senza scrupoli? Stilare un identikit netto non è facile poiché possono esserci diverse variabili ma alcuni indicatori devono, quantomeno, rendere cauto l’acquirente:

In primis ricordarsi che l’allevatore, quello spinto da competenza, passione, impegno e amore per la razza non è un mero venditore che affida un cane della propria cucciolata indipendentemente da chi ha davanti in cambio di soldi ma, piuttosto, un profondo amatore di una determinata etnia di Fido in cerca di famiglie affidabili, adeguate e competenti.

Allevare come si deve, facendo esami per escludere che i genitori siano portatori di patologie ereditarie, assicurando le giuste cure ad adulti e cuccioli, rispettando tutte le profilassi veterinarie, proponendo solo alimenti per cani di elevata qualità e cominciare ad educare il piccolo quadrupede implica impegno non solo in termini di tempo ma anche economico. Un lavoro che inizia ben prima della cucciolata, scandito da selezione rigorosa di riproduttori controllati per malattie genetiche come – solo per citarne una tra le più conosciute – displasia dell’anca. Il prezzo pagato dall’acquirente, dunque, serve in buona parte a recuperare soldi già spesi per tutelare la salute di genitori e figli.

Massima attenzione agli annunci su internet: diffidare di offerte di piccoli quattro zampe appartenenti alle più diverse razze, proposti attraverso allettanti appelli gridati dai social così come da giornali digitali di inserzioni. Purtroppo, molte volte, a proporli sono persone incompetenti o, peggio, biechi commercianti che, incuranti della salute delle cucciolate così come di quella delle fattrici, mirano a sfornare la maggior parte dei piccoli quattro zampe per ingrassare i loro profitti.

In generale, diffidare sempre da chi propone animali ad un prezzo molto più basso di quello mediamente proposto negli allevamenti. “I cuccioli dell’Est – spiegano i vertici di Lav – sono acquistati a circa 60 euro e poi venduti a prezzi anche fino a 20 volte superiori, una volta “trasformata” la loro origine da Est europea a italiana”. I prezzi dei cani con pedigree sono fondamentalmente legati alle spese che l’allevatore sostiene ai quali, ovviamente, va aggiunto un margine di guadagno.

Attenzione a chi propone cuccioli di tutte le razze come se si fosse in un negozio multimarca volto a soddisfare ogni richiesta dettata dal mercato.

Diffidare da chi allontana i cuccioli dalla mamma prima dei 60 giorni di età, da chi vende cuccioli senza – almeno – la prima vaccinazione e il microchip. La legge impone l’inserimento di questa sorta di “carta d’identità sottocutanea” da parte di chi cede i cani che – proprio per questo – deve avvenire entro i due mesi di vita.

Attenzione anche a chi propone accanto a “cani con pedigree”, “cani senza pedigree” ad un costo inferiore.

Controllare che il libretto sanitario sia regolarmente compilato nelle sue parti con firma e timbro del veterinario.

Esigere sempre una garanzia sanitaria scritta, valevole almeno 15 giorni, contro malattie infettive coperte dal vaccino ovvero cimurro, parvovirosi, epatite e leptospirosi.

Un allevatore serio, infine, ama i suoi cani. Tutti. Compresi quelli che anagraficamente non sono più riproduttori. Anche se, lo ripetiamo, vanno fatte valutazioni caso per caso, è certamente un buon indice quando continuano a fare parte della famiglia di chi alleva anche animali anziani o non più in età da riproduzione.

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