Yulin Festival: in Cina si celebra il consumo di carne di cane

Ogni anno nel mondo vengono uccisi e mangiati 30 milioni di cani, un terzo solo in Cina. Questo tipo di consumo – lontanissimo dai nostri usi – viene celebrato in estate, dal 2010, allo Yulin Festival.
Yulin Festival: come è nato
Yulin è la città nel Sud della Cina che, in occasione di questo evento annuale – che inizia il 21 giugno di ogni anno e si conclude a fine mese -, si riempie di turisti. Il consumo di carne di cane in Cina è una lunga tradizione e questa manifestazione è nata dall’iniziativa di alcuni venditori che, con l’aiuto delle autorità locali, hanno creato un evento annuale per promuovere il consumo di carne di cane.
Come si svolge
Le strade della città si riempiono di gabbie con cani (ma anche gatti) in esposizione: si stima un consumo medio di animali di circa 10-15 mila esemplari nell’arco dell’intera manifestazione. Prima del festival aumentano i rapimenti di cani nelle case: secondo la tradizione cinese infatti i cani cresciuti in casa e accuditi sono più pregiati di quelli allevati allo scopo di essere consumati.
La cultura del consumo di carne di cane in Cina
Di certo la tradizione del consumo di carne di cane in Cina è di lunga data. Si ritiene che il consumo di carne canina sia nato da situazioni di estrema povertà di alcune zone del Paese e si sia successivamente radicata nelle usanze del popolo. In ogni caso già nel quinto secolo avanti Cristo era stabilito che alle famiglie che avevano un neonato maschio venissero donato dallo Stato due brocche di vino e un cane. Secondo la medicina tradizionale cinese questo tipo di carne ha anche virtù curative perché ritenuta in grado di riscaldare il corpo rinvigorire i reni e lo stomaco.
Non tutti i cinesi mangiano i cani
Va detto che in Cina la tradizione del cane come animale da compagnia è molto recente. Ora tale usanza si sta diffondendo e il numero di cinesi che evita il consumo di carne di cane è in aumento: secondo un sondaggio commissionato da China Animal Welfar Association, infatti, il 70% dei cinesi non ne ha mai mangiata e, tra i giovani, la percentuale aumenta. Non è tutto: il 62%dei cinesi ritieni che lo Yulin Festival danneggi la reputazione della Cina.
La movimentazione degli animalisti contro lo Yulin Festival
Ogni anno i movimenti animalisti, soprattutto occidentali, si mobilitano con campagne e petizioni per chiedere la chiusura del festival realizzando diverse iniziative di sensibilizzazione. In Italia una delle campagne è “Anch’io me lo mangio… di baci!”, dell’associazione nazionale per la tutela degli animali ‘Fondo Amici di Paco’. In Parlamento, in Italia, c’è una proposta di legge per il divieto di consumo di carne di cane (che formalmente non è vietata) e per sostenere a livello internazionale la World Dog Alliance, che si batte contro il consumo di carne di cane in Asia. Si combatte anche in Cina: ha fatto scalpore la storia di una donna 65enne, Xiaoun Yang, che ha venduto la sua casa per comprare e salvare oltre 3.500 cani. Molti suoi connazionali, venuti a conoscenza della sua storia, hanno fatto delle donazioni per aiutarla.
In Italia non sono pochi gli animalisti che, pur sostenendo le campagne a favore dell’abolizione del festival di Yulin, ritengono questa mobilitazione sostanzialmente ipocrita: ciò che succede a cani e gatti in Cina è frutto di una tradizione non dissimile da quelle presenti nel nostro paese che ci portano, ogni giorno, a consumare carne di altri animali tra cui mucche, pecore, maiali, polli, etc. Secondo quanto riportato da Essere Animali, infatti, in Italia “ogni 15 minuti si uccide un numero di animali pari a quelli uccisi ogni anno a Yulin”: ciò che cambia è la nostra percezione che ci porta a ritenere normale l’allevamento e il consumo di alcuni animali e ci indigna di fronte all’uccisione di altri. È importante ricordare che, a livello morale, non ci può essere distinzione tra le sofferenze di cani e gatti e quelle di tutti gli altri animali che giornalmente finiscono sulle nostre tavole.